le Origini: la Svevia

Svevia

Gli Svevi erano una popolazione germanica originaria di un’area vicina al Mar Baltico, che era per questo conosciuto dai Romanicome Suebicum mare (termine che oggi indica il Lago di Costanza). Essi migrarono in
seguito verso sud ovest divenendo parte della confederazione alemanna. Gli Alemanni furono governati da re indipendenti per tutto il quarto e quinto secolo. Una parte degli Svevi (circa 30.000) raggiunse la penisola iberica e insediò un regno indipendente nel 410 d.C. in un territorio che ora è parte del nord del Portogallo e della Galizia. Tale regno durò fino al 558, il suo centro politico fu Braccara Augusta (l’odierna città di Braga).

Ary Scheffer: Bataille de Tolbiac

La Svevia divenne un ducato sotto il regno dei Franchi merovingi, nel 496, in
seguito alla battaglia di Tolbiacum.

La Svevia fu uno dei ducati originari della Francia orientale, il Sacro Romano Impero come poi si sviluppò nel IX e X secolo.

Gli Hohenstaufen (la dinastia di Federico Barbarossa e Federico II, Stupor Mundi), che governarono il Sacro Romano Impero nel dodicesimo e tredicesimo secolo, furono originari della Svevia, ma dopo l’esecuzione di Corradino (l’ultimo Hohenstaufen) del 29 ottobre 1268, il ducato originale venne smembrato in unità più piccole.

Gli Hohenzollern però, che furono preminenti nel nord della Germania, ebbero le loro origini in Svevia, così come le dinastie dei duchi di Württemberg e i marchesi di Baden.

Monti Chirji come Chur (Coira)

Durante le invasioni barbariche del V e VI secolo, Coira era un avamposto a nord del Regno degli Ostrogoti che occupava l’intera penisola italiana. Nel VI secolo fu sotto domino dei Franchi. Solo quando si stabilì il Sacro Romano Impero nel X secolo dopo il conflitto con i magiari (nel biennio 925-926 distruzione della cattedrale) e con i saraceni (nel 940 incendio della città e nel 954 una seconda maggiore invasione) la città fiorì di nuovo: la posizione favorevole su una delle più importanti vie di comunicazione nord-sud dell’Europa lungo l’alta valle del Reno accedendo al Passo del Giulia e al Passo del Settimoda un lato ed al Passo dello Spluga ed al Passo del San Bernardino dall’altro.

Tutti i passi erano utilizzati al tempo dei romani ma ora divenivano di importanza fondamentale per gli imperatori del Sacro Romano Impero, occupati politicamente e militarmente su entrambi i versanti delle Alpi.  Ottone il grande insediò nel 958 il suo vassallo Hartpert come vescovo e concesse al vescovado ampi diritti e possedimenti. Il potere temporale con il vescovo Egin fu innalzato nel 1170 al titolo di principe e si mantenne grazie al completo controllo della via di Settimo che collegava Coira con Chiavenna. Il vescovo quindi era un Principe-vescovo a capo di un Principato vescovile, analogamente ai confinanti Principati vescovili di Trento (oggi in territorio italiano) e di Bressanone (il cui antico territorio è oggi in parte in Italia e in parte in Austria) e a diversi altri nel territorio del Sacro Romano Impero nationis germanicae.

Per l’alto ME non esistono attestazioni certe sulla chiesa di San Lucio, da cui prima dell’821 furono trafugate le reliquie di S. Lucio.

Chiesa di San Lucio a Coira

Attorno all’800 nei pressi di San Lucio. esisteva probabilmente una comunità che viveva secondo una regola monastica e che gestiva una scuola per ecclesiastici. Si suppone che vi avesse sede anche lo scriptorium della Rezia curiense del periodo carolingio.

Nel 1149 è per contro documentata la presenza di premonstratensi, che con tutta probabilità si erano stabiliti a S. poco tempo prima. Il loro convento, filiale di Roggenburg (Baviera) e appartenente alla provincia di Svevia, fu guidato dapprima da un priore, e poi da un preposito (1156) e un abate (dal 1186/91); tuttavia il capitolo generale elevò il monastero al rango di abbazia solo nel 1453.

 

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Coira