le Fonti: Villabianca 1757

Nel “Della Sicilia Nobile – Parte Seconda –   pagina 180″, della Famiglia Trigona, lo storico Francesco Maria Emanuele Gaetani di Villabianca , nel 1754, fonte primaria delle informazioni più antiche, scrive:

“La Famiglia Trigona prende sua origine dagli antichi Duchi de’ Monti Chirj nella Svevia, uno de’ Circoli dell’Imperio della Germania. Fu incominciata dal Duca Salardo nel settimo secolo dell’Era volgare, e sortì ella l’appellativo di Trigona dal ricco, e gran Castello di Trigonne in Piccardia acquistato da Coraldo figlio del detto Duca (a). Il primo che di quella Casa abbia allignato nel nostro Regno fu Ermanno Trigona, che scelto videsi Capitano di Truppe dell’Imperatore Federigo Secondo, e primo tra’ Rè di Sicilia, e a cui pe ’l suo valore fu affidata la Piazza del Castello della Città di Mistretta nell’anno 1239. (b) Da questo sì illustre ceppo discese Berengario, che sposatosi con Ximena Castellar ebbe da ella in dote il Feudo, e Baronia di Passonetto. Va esso Berengario nel ruolo de’ celebri Capitani del Rè Martino, a cui rese segnalati servigj nella conquista di questo Regno, come hassi chiaro da molti regi rescritti cavati dalla Real Cancelleria li. An. 1392, fog. 47. (c) Giacomo Trigona detto Miles fratello di detto Berengario sortì le nozze di Margherita d’Aragona figlia di Giacomo, figlio naturale di Pietro Rè di Sicilia, ed in conseguenza nipote di Federigo Terzo il semplice, quale matrimonio comprovasi con un atto regio, che mi hanno fatto vedere i Signori di Trigona, cavato della Real Cancelleria di quello Regno lib.  An. 1369. F. 119 dato in Messina a dì 11. Ottobre di esso anno 1369, e per altro viene rapportato esso matrimonio da molti Scrittori di Sicilia. Quindi altri Personaggi feronsi del pari illustri colte loro gloriose azioni, e nojoso mi renderei se mi facessi il filo ad arringarne le gesta, avvegnacchè con aurei elogi ci vengono commendati da Barone nel suo libro intitolato “Amphitheat. Siculae Nobilitatis” dato alle stampe in Palermo nel 1639 presso Antonio Mortarello, da Pirri Sic. Facr. Not Catan fog 586 col 1 e 588 col 1 e 2 2 dal Chiarandà “Piazza Antica” fog 231, 243, 264, 265, 266. Di quella sì nobile stirpe trasse il suo sangue il Santo Abbate Bartolomeo Trigona Basiliano Fondatore de’ Monasteri di San Basilio sotto titolo de Salvadore della Città di Messina, e di S. Maria dell’Itria della Città di Rossano nella Calabria; ove esso Santo venne sepolto, e se ne venerano le reliquie del sacro Corpo dopo che egli morì nel Signore sotto il 19 agosto 1140. (d). Quindi i Signori Trigoni ad onore di quello Santo lor consanguineo hanno fondato molte Cappelle in
diverse Chiese, e per opera di Monsignore Arcivescovo d’Iconio, e Vescovo di Siracusa D. Matteo Trigona e palermo de’ B. dell’Imbaccari venne ordinato dal Regnante Sommo Pontefice Benedetto XIV nel 1740 di celebrarsi la di lui festività coll’uffizio proprio nelle Diocesi di Siracusa, e Catania, in cui si trova la Città di Piazza stanza ordinaria della Fam. Trigona, ottenendo parimente la uguale
grazia l’inclito Padre oggi vivente Vespasiano Trigona Provinciale di Sicilia dealla Compagnia di Gesù, e Assistente d’Italia del suo Generale per singola privilegio di sua persona, ipeditogli nel 1755.

Questa Famiglia fiorisce presentemente nel nostro Regno ricca di Onori, Feudi, e Baronie. Fra queste si vede più d’un Vassallaggio, e si fa conto ch’ella sin oggi ne ha posseduto, e possede 54, oltre di 14, Signoria di Terreni, e Feudi rustici. Però si ammira la sua maggior grandezza ne’ numerosi suoi Majorasghi, e Capi di Casa, da i quali vien formata la maggior parte del corpo nobile della cennata Città di Piazza. Per la Famiglia Trigona corre lo stesso motto, qualora si voglua parlare d’una numerosa discendenza, lo stesso che si dice de’ Signori Paternò di Catania, de’ Fardelli di Trapani, de’ Napoli di Traina: cioè che siete i Trigona di Piazza & c. Fu quella Casa piantata in Piazza sullo spirare del  secolo 1400 dal nobile Niccolò Trigona già Giurato della Città di Mistretta (e), e la di lui discendenza fu per così dire benedetta dal Cielo in premio di quell’atto eroico praticato da Marco Trigona B. della Gatta, Ursitto, ed Alzacuda, che fece erede di tutte le sue ricchezze ascendenti alla somma di scudi 140mila in circa la Beatissima Vergine Protettrice delle Città di Piazza, col quale fondo si fecero tante opere pubbliche, massime di cristianità pietà, che per non replicarle due volte, udiamole trapiantare di peso da Francesco Baronio nel suo libro sovracitato “Siculae Nobilitatis Amphitheatrum” col tenor seguente:

 

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a) Vedasi Gulillel, Paradino, Nobiliar Gallico, Autore citato in una relazione manuscritta della nobiltà familiare dei Trigona, dedicata al vivente Signor Conte D. Berengario Trigona attual Coronello negli Eserciti di Sua Maestà Cattolica, Brigadiere delle Truppe del Sermo Infante di Spagna D. Filippo di Borbone, Duca di Parma, e di Piacenza, di cui è Gentiluomo di Camera, e fu per esso Principe Governatore del Ducato di Guastalla.

b) Archivio della Zecca di Napoli 1239. Vedasi la relazione genealogica citata di sopra, e di Minutolo Mem. Prior. lib. 9. fog. 304, ove si additano molte prove di nobiltà di Cavalieri Gerosolimitani di Casa Trigona nel lib. 7, fog. 222. lib. 8. f. 261, e lib. 261, e lib. 9, fog. 304, 305, 306 e 335.

c) Cavasi da Baronio Amphitheatr. Sicule Nobilitatis sub effigie  Marci Trigona.

 

 

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