i Trigona

Si vuole – la famiglia TRIGONA – originaria di SVEVIAe passata in SICILIA nel secolo XIII.

Godette nobiltà in CATANIA, SIRACUSA, PIAZZA, PALERMO.

Possedette il principato di SANT’ELIA,

il ducato di MISTERBIANCO,

i marchesati di CANICARAO, DAINAMMARE, FLORESTA, ROCCABIANCA;

le baronie di ALIANO, ALZACUDA, SANT’ANDREA, SANT’ANTONINO, AZZOLINA, BELVEDERE o NICASTRO, BESSIMA, BONFALLURA, SAN CONO, SAN COSMANO, CUGNO, CUTUMINO, DAINAMMARE, DRAGOFOSSO, FONTANA MURATA, FRIGENTINI, GATTA, GIMIA SOTTANA, GROTTACALDA, IMBACCARI, MISILINI, MANDRASCATE, MONTAGNA di MARZO, RABUGGINI, SALINA PANTANO del ROVETTO, MOLINI di PIAZZA, SINAGRA, SCITIBILLINI, SPEDALOTTO, SANTO STEFANO di MISTRETTA, URSITTO.

le Origini

Nei documenti si legge:

 

Portraits of Kings of France is a serie of portraits commissioned between 1837 and 1838 by Louis Philippe I and painted by various artists for the Musée historique de Versailles.

…questa nobile ed illustre famiglia oriunda dagli antichi duchi dei MONTI CHIRII in ISVEVIA, e del duca SALARDO, il di cui figlio, CORALDO, militando sotto re PIPINO acquistò molti castelli non che la signoria e castello di TRIGONNE in PICARDIA,
donde il cognome.

Alcuni studiosi hanno creduto di individuare nell’attuale SVEZIA le origini della famiglia trascurando la regione del CENTRO EUROPA, denominata appunto SVEVIA, che ha segnato la storia continentale nel MEDIO EVO attraverso personaggi significativi quali lo FEDERICO II di SVEVIA, detto STUPOR MUNDI, nonché CORRADINO di SVEVIA o MANFREDI suo discendente.

  Durante l’intero arco del VII secolo, l’ISVEVIA ebbe un ruolo determinante nelle vicende dei franchi e, in particolare, di PIPINO IL BREVE, contribuendo alla sua ascesa.

Tali origini giustificherebbero altresì il fatto che, nel 1239, il Capitano ERMANNO, al seguito di FEDERICO II di SVEVIA, portò i TRIGONA in SICILIA. 

Negli ANNALES METTENSES PRIORES infatti si legge di come PIPINO IL BREVE, nel 743 d.C., militarmente andava estendendo i domini dei franchi (da Wikipedia):

Rappresentazione idealizzata di Pipino, con alcune monete del suo tempo (incisione di origine sconosciuta)

“Nel 743, il duca di BAVIERA ODILONE, che l’anno prima aveva costretto la sorella di CARLOMANNO e PIPINO, ILTRUDE, a sposarlo contro la volontà dei fratelli (secondo l’Ex Chronico SIGEBERTI monachi l’aveva rapita), si ribellò all’autorità dei Franchi, costringendo così CARLOMANNO e PIPINO a radunare l’esercito per attaccare la BAVARIA. Si accamparono sulle rive del fiume LECH, mentre sulla sponda opposta si erano radunati non solo BAVARIA ma anche SASSONI, SVEVI e ALEMANNI. Non potendo attraversare il fiume in quel punto, dopo alcuni giorni, CARLOMANNO, dopo aver diviso in due gruppi l’esercito, lo attraversò di notte, in zone paludose e disabitate, e piombando inaspettatamente sugli avversari, li sconfissero….”.

 

Ulteriori dettagli Incoronazione di Pipino III secondo il pittore e miniaturista Jean Fouquet (secolo XV)

Nel 748, gli SVEVI sono al fianco dei franchi di PIPINO il BREVE contro i SASSONI.

Negli ANNALES METTENSES PRIORES si legge (fonte Wikipedia):

“Nel 748, PIPINO allora lo inseguì e attraversata la TURINGIA, arrivò in SASSONIA e occupò la città di confine di SKAHNINGI (l’attuale Schöningen), dove in aiuto a PIPINO erano arrivati gli SVEVI e dove molti SASSONI furono catturati e molti di loro furono convertiti nella fede cristiana”.

 

 

Altre suggestioni….

Storia

Si vuole che:

 

Don Filadelfo MUGNOS, Teatro Genologico delle Famiglie Illustri, Nobili, Feudatarie, et Antiche de’ Regni di Sicilia Ultra, e Citra, MESSINA 1670, Parte III, Libro VIII, p. 471

“Prendendo nota dal MUGNOS  e dal VILLABIANCA troviamo questa nobile ed illustre famiglia oriunda degli antichi duchi de’ MONTI CHIRII in ISVEVIA, e del duca SALARDO, il di cui figlio CORALDO militando sotto rè Pipino acquistò molti castelli non che la signoria e castello di Trigonne in PICARDIA; d’onde il cognome.

TADDEO o TEDEO, pronipote di CORALDO, nel 1101, sconfigge  la flotta saracena presso TARANTO e siccome la vittoria avviene il 25 marzo, giorno sacro alla devozione della SS. Annunziata, l’Ammiraglio per riconoscenza alla beata Vergine gli edifica un Tempio in TARANTO. Così la devozione della SS. Annunziata diventa tradizionale nella famiglia TRIGONA, per virtù del suo grande Ammiraglio. (Francesco TRIGONA, Origine dell’Arme e del Motto di Casa Trigona, RAGUSA 1928, pp. 5, 20).


Un
ERMANNO TRIGONA valoroso capitano dell’imperatore FEDERICO II la portò in SICILIA, ove in compenso di suoi militari servigi si ebbe nel 1239 la castellania ed il governo di MISTRETTA. Sono poi onoratamente a ricordarsi: un BERENGARIO celebre capitano di re MARTINO; un GIACOMO di lui fratello detto miles; un SAN BARTOLOMEO monaco basiliano, che fondò i monasteri di SAN BASILIO in MESSINA e di SANTA MARIA dell’ITRIA in POSSANO, celebrandosi la sua festa nelle diocesi di SIRACUSA e CATANIA, ov’è PIAZZA ordinaria dimora della famiglia TRIGONA, la quale fu ivi portata dal nobile NICOLO TRIGONA giurato di MISTRETTA.

Un GIACOMO, sposandosi nel 1369 con MARGHERITA d’ARAGONA, figlia di SANCHO, figlio naturale  (forse uno dei sette figli illegittimi) di PIETRO II re di Sicilia (1305-1342) riceve da re FEDERICO II d’ARAGONA III di SICILIA e II di TRINACRIA detto il SEMPLICE (1341-1377) il privilegio di accollare le proprie armi sull’aquila d’Aragona.

Monumento a Marco Trigona della Floresta in Piazza Armerina

Questa famiglia che ha posseduto non pochi vassallaggi, signorie e feudi rustici, là trovasi in varie linee divisa, come a dire nei duchi di MISTERBIANCO di CATANIA, rappresentati oggi dal duca VESPASIANO TRIGONA; ne’ baroni D’AZZOLINO e di MANDRASCATE di PIAZZA, ormai residenti in PALERMO, in persona del barone ANTONINO TRIGONA e STELLA figlio del barone BENEDETTO, che fu gentiluomo di camera con esercizio ed intendente della provincia di CATANIA; ne’ marchesi di CANICARAO in NOTO; nei baroni di SAN CONO marchesi della FORESTA in PIAZZA; e nei baroni di CUTUMINO indi principi di SANTA ELIA residenti in PALERMO, oggi in persona del principe ROMUALDO TRIGONA e GRAVINA senatore del regno, cavaliere di giustizia dell’Ordine di SANTO STEFANO di TOSCANA, gran croce dell’Ordine dei SANTI MAURIZIO E LAZZARO; il di cui primogenito DOMENICO TRIGONA e NASELLI porta il titolo di duca di GELA e vedesi adorno della croce di grande ufficiale dell’Ordine de’ SANTI MAURIZIO E LAZZARO, e dell’ufficio di consultore della REAL CONSULTA ARALDICA d’ITALIA.

A questo ramo appartenne quel  BERENGARIO TRIGONA  governatore di GUASTALLA, il quale dal duca FILIPPO di BORBONE di PARMA ottenne nel 1749 titolo di conte per se e suoi discendenti in infinito. La famiglia TRIGONA vanta non pochi cavalieri gerosolimitani, gentiluomini della real Camera, abati, vescovi e porporati, tra’ quali merita speciale menzione il Cardinale GAETANO TRIGONA meritissimo arcivescovo di PALERMO, morto il 1837.

Stemma dei Trigona di Dainammare, benemeriti, sulla facciata del Duomo di Firenze

Si vuole originaria di Isvevia, passata in SICILIA nel secolo XIII. Godette nobiltà in CATANIA, SIRACUSA, PIAZZA, PALERMO; possedette il principato di SANT’ELIA; il ducato di MISTERBIANCO; i marchesati di CANICARAO, DAINAMMARE, FLORESTA, ROCCABIANCA;, le baronie ALIANO, ALZACUDA SANT’ANDREA, SANT’ANTONINO, AZZOLINA, BELVEDERE o NICASTRO, BESSIMA, BONFALLURA, SAN CONO, SAN COSMANO, CUGNO CUTUMINO, DAINAMMARE, DRAGOFOSSO, FONTANA MURATA, FRIGENTINI, GATTA, GIMIA SOTTANA, GROTTACALDA, IMBACCARI, e MISILINI, MANDRASCATE, MONTAGNA di MARZO, RABUGGINI, SALINA PANTANO del ROVETTO, MOLINI di PIAZZA, SINAGRA, SCITIBILLINI, SPEDALOTTO, SANTO STEFANO di MISTRETTA, URSITTO.

 

 

   

lo Stemma

descrizione:

Famiglia Trigona (Catania, Siracusa, Piazza Armerina, Palermo)

Titolo: principe di Sant’Elia, duca di Gela o Casalnuovo, barone di Bessima,
barone di Cutumino, barone di Grottacalda, barone di Bonfallura, barone di Santo Stefano di Mistretta, marchese di Canicarao, di Dainammare, barone di Frigentini,di Salina (Pantano del Rovetto), signore di Bauli, Ursitto, Grampoli con Stafenda, Imbaccari e Misilini, barone di Mandrascate, barone di Azzolina e di Gallizzi.

Arma d’azzurro, al triangolo d’oro posto nel cantone destro della punta, accompagnato da una cometa dello stesso ondeggiante in sbarra nel cantone sinistro del capo.

Arma d’azzurro, alla cometa posta in sbarra nel cantone sinistro del capo ed al triangolo posto in sbarra e nel canton destro della punta; il tutto d’oro. (ramo dei principi di Sant’Elia).

Arma d’azzurro, con un triangolo d’oro posto nel canton destro della punta dello scudo, sormontato da una cometa del medesimo posta in isbarra nel canton sinistro del capo.

Arma d’azzurro, alla campagna mareggiata d’argento, dalla quale muove, a sinistra, un triangolo d’oro rovesciato, con un sole dello stesso nel punto destro del capo.

Arma d’azzurro, alla campagna mareggiata d’argento, dalla quale muove, a sinistra, un triangolo d’oro rovesciato, con un sole dello stesso nel punto destro del capo (ramo dei marchesi di Canicarao).

Corona di principe.

Lo scudo accollato dall’aquila spiegata di nero, armata, imbeccata e coronata d’oro.

 

lo Stemma – commento 1

 

le Fonti: Mugnos 1655

Nel “Teatro Genologico delle Famiglie Nobili Titolate Feudatarie ed Antiche” – Volume 3 – LIBRO VIII   pagina 471, della Famiglia Trigona, lo storico Filadelfo Mugnos, nel 1647, fonte primaria delle informazioni più antiche, scrive:

“Guglielmo Paradino nel suo antico Nobiliario Gallico fà larga mentione della famiglia Trigonne di Francia. In tempo del Re di Francia, & Imperator Carlo Magno, era ella Signora di Trigonne ricco, e gran Castello nella Picardia, deriuata dagli antichi Duchi de’ Montichirij nella Sueuia, e dal Duca Salardo, il

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cui figlio Coraldo, militando sotto il Re Pipino, acquistò molti Castelli, e la Signoria de Trigonne nella Picardia. Da questo dunque né peruenne con linea diretta Hermanno de Trigonne, che fù uno de valerose Capitani dell’Imperatore Federico 2, e di Sicilia; Onde del medesimo n’hebbe per feruitij militari la Castellania, e Gouerno di Mistretta nel 1239, perloche si stabili nella medesima Città, ciò chiaramente l’asserisce lo steffo Impertaore nella patente del gouerno registrata nella Zecca di Napoli, quindi lasciata la sua posterità che col cognome di Trigona (mercè la corruttion della lingia) riccamente visse; partorì molti virtuosi gentiluomini, trà quali Giacomo Trigona, che tra i Regi Siciliani della Real Casa Aragona, e trà chiari Baroni, assai circospetto visse. Il cui figlio Henrico fù non men del padre celebre Barone, e godè molti effetti dategli dal Re Federico 2. Aragonese Parimente Albino Trigona suo figlio: come il tutto si vede nella Regia Cancelleria del Regno del 1340. E d’altri anni. Oltre del detto Albino, procreò Henrico con sua moglie Albina Giacomo e Berengario; Giacomo si casò con Margarita d’Aragona figlia di Sancio figlio naturale del Re Federico, e godè molti supremi carichi nel Regno dategli dal re Martino, che chiaramente si scorgono ne Registri della medesima Cancellaria.

Dal predetto Berengario ne nacque Nicolò, che fu pur de’ stimati Baroni del suo tempo, e redusse alla regia fedeltà la Città di Agrigento nel 1392, perloche né conseguì, oltre la real benevolenza, molti ottimi donativi che con quelli si ritirò nella sua patria Mistretta.

Il predetto Giacomo primogenito d’Henrico procreò Giouannni (con 3 “n”, n.d.t), e Beringario Trigona di Mistretta, done furono Giurati, e Capitani molt’anni, però i predetti Nicolò & Antonio per cagioni d’affitto andarono ad habitare nella Terra del Mazzarino doue dmorando alun’anni, quindi Nicolò procreò Giouanne, Pietro, Matteo, Marco & Antonio, & hauendo casato poscia suo figlio Giouanne nella città di Piazza se nè andò anche egli con tutta la sua famiglia nella medesima Città, doue i suoi posteri comprarono, ò per ragion de parentela la Baronia di Bessima, e Matteo, e i suoi posteri acquistarono i feudi di Montagna di Marzo, Gimia, Santo Cono, Azzolina, Campobello, Dainamare, Aliano, Dragofosso, la signoria, e vassallaggio della Terra di Misterbianco, la Baronia dell’offitio de Mastro Giurato, e Capitan d’arme del Val di Noto, in feudo, la Baronia di Budunetto, e Montagna della donna, di Geraci, de Ganigasenio, & altri.

Parimente Antonio, e i suoi posteri le Baronie, e feudi di Spitalotto, Cugno, S. Cosmano, Ursitto, Gaeta & Alzacuda, perloche diuéne la più ricca e potéte della Città di Piazza, di maniera che Marco Trigona lasciò dopo la sua morte un legato alla Madre Chiesa d’essa Città per farli Catredale cento cinquanta mila scudi, e fondò un Monastero d’orfani. Finalmente quella casa è stata pur ricca di molti Cavalieri dell’habito di Malta, e dell’ordini di Castiglia, di San Giacomo, godendo sempre molti Supremi ufficij, e carichi: e tra quelli molti soggetti virtuosi nell’armi, e nelle lettere. Vedesi in una antica feritura hauer hauuto questa nobile famiglia un Caualiero Gerosolimitano, e Comendatore della Comenda di Patti 200 anni adietro. E perché la di lei posterità è copiosissima, che arriua puocomeno à 200 soggetti, per non tediar i lettori, l’ho lasciata da conto”.

E sullo stemma precisa:
Stemma originario dei Trigona secondo le indicazioni del Mugnos

“L’arme che usò la famiglia Trigòne suo ceppo anticamente furono tre fascie ondose marine d’argento, e d’azzurro in campo d’oro. Però la viuente de Trigona spiega una sfera triangolare, verso il sole in campo azzurro in petto d’un Aquila Reale”.