i trigona

Si vuole – la famiglia TRIGONA – originaria di SVEVIA e passata in SICILIA nel secolo XIII.

Godette nobiltà in CATANIA, SIRACUSA, PIAZZA, PALERMO.

possedette il principato di SANT’ELIA,

il ducato di MISTERBIANCO,

i marchesati di CANICARAO, DAINAMMARE, FLORESTA, ROCCABIANCA;

le baronie di ALIANO, ALZACUDA, SANT’ANDREA, SANT’ANTONINO, AZZOLINA, BELVEDERE o NICASTRO, BESSIMA, BONFALLURA, SAN CONO, SAN COSMANO, CUGNO, CUTUMINO, DAINAMMARE, DRAGOFOSSO, FONTANA MURATA, FRIGENTINI, GATTA, GIMIA SOTTANA, GROTTACALDA, IMBACCARI, MISILINI, MANDRASCATE, MONTAGNA di MARZO, RABUGGINI, SALINA PANTANO del ROVETTO, MOLINI di PIAZZA, SINAGRA, SCITIBILLINI, SPEDALOTTO, SANTO STEFANO di MISTRETTA, URSITTO.

la Storia

Si vuole che:

 

Antica mappa dell’Isvevia

“Prendendo nota dal MUGNOS  e dal VILLABIANCA troviamo questa nobile ed illustre famiglia oriunda degli antichi duchi de’ MONTI CHIRRI in ISVEVIA, e del duca SALARDO, il di cui figlio CORALDO militando sotto rè Pipino acquistò molti castelli non che la signoria e castello di Trigonne in PICARDIA; d’onde il cognome.

Un ERMANNO TRIGONA valoroso capitano dell’imperatore FEDERICO II la portò in SICILIA, ove in compenso di suoi militari servigi si ebbe nel 1239 la castellania ed il governo di MISTRETTA. Sono poi onoratamente a ricordarsi: un BERENGARIO celebre capitano di re MARTINO; un GIACOMO di lui fratello detto miles; un SAN BARTOLOMEO monaco basiliano, che fondò i monasteri di SAN BASILIO in MESSINA e di SANTA MARIA dell’ITRIA in POSSANO, celebrandosi la sua festa nelle diocesi di SIRACUSA e CATANIA, ov’è PIAZZA ordinaria dimora della famiglia TRIGONA, la quale fu ivi portata dal nobile NICOLO TRIGONA giurato di MISTRETTA.

Monumento a Marco Trigona della Floresta in Piazza Armerina

Questa famiglia che ha posseduto non pochi vassallaggi, signorie e feudi rustici, là trovasi in varie linee divisa, come a dire nei duchi di MISTERBIANCO di CATANIA, rappresentati oggi dal duca VESPASIANO TRIGONA; ne’ baroni D’AZZOLINO e di MANDRASCATE di PIAZZA, ormai residenti in PALERMO, in persona del barone ANTONINO TRIGONA e STELLA figlio del barone BENEDETTO, che fu gentiluomo di camera con esercizio ed intendente della provincia di CATANIA; ne’ marchesi di CANICARAO in NOTO; nei baroni di SAN CONO marchesi della FORESTA in PIAZZA; e nei baroni di CUTUMINO indi principi di SANTA ELIA residenti in PALERMO, oggi in persona del principe ROMUALDO TRIGONA e GRAVINA senatore del regno, cavaliere di giustizia dell’Ordine di SANTO STEFANO di TOSCANA, gran croce dell’Ordine dei SANTI MAURIZIO E LAZZARO; il di cui primogenito DOMENICO TRIGONA e NASELLI porta il titolo di duca di GELA e vedesi adorno della croce di grande ufficiale dell’Ordine de’ SANTI MAURIZIO E LAZZARO, e dell’ufficio di consultore della REAL CONSULTA ARALDICA d’ITALIA.

A questo ramo appartenne quel  BERENGARIO TRIGONA  governatore di GUASTALLA, il quale dal duca FILIPPO di BORBONE di PARMA ottenne nel 1749 titolo di conte per se e suoi discendenti in infinito. La famiglia TRIGONA vanta non pochi cavalieri gerosolimitani, gentiluomini della real Camera, abati, vescovi e porporati, tra’ quali merita speciale menzione il Cardinale GAETANO TRIGONA meritissimo arcivescovo di PALERMO, morto il 1837.

Stemma dei Trigona di Dainammare, benemeriti, sulla facciata del Duomo di Firenze

Si vuole originaria di Isvevia, passata in SICILIA nel secolo XIII. Godette nobiltà in CATANIA, SIRACUSA, PIAZZA, PALERMO; possedette il principato di SANT’ELIA; il ducato di MISTERBIANCO; i marchesati di CANICARAO, DAINAMMARE, FLORESTA, ROCCABIANCA;, le baronie ALIANO, ALZACUDA SANT’ANDREA, SANT’ANTONINO, AZZOLINA, BELVEDERE o NICASTRO, BESSIMA, BONFALLURA, SAN CONO, SAN COSMANO, CUGNO CUTUMINO, DAINAMMARE, DRAGOFOSSO, FONTANA MURATA, FRIGENTINI, GATTA, GIMIA SOTTANA, GROTTACALDA, IMBACCARI, e MISILINI, MANDRASCATE, MONTAGNA di…

 

Un GIACOMO, sposandosi nel 1369 con MARGHERITA d’ARAGONA, figlia di SANCHO, figlio naturale  (forse uno dei sette figli illegittimi) di PIETRO II re di Sicilia (1305-1342) riceve da re FEDERICO II d’ARAGONA III di SICILIA e II di TRINACRIA detto il SEMPLICE (1341-1377) il privilegio di accollare le proprie armi sull’aquila d’Aragona.

 

   

le Origini

Nei documenti si legge:

 

Portraits of Kings of France is a serie of portraits commissioned between 1837 and 1838 by Louis Philippe I and painted by various artists for the Musée historique de Versailles.

…questa nobile ed illustre famiglia oriunda dagli antichi duchi dei MONTI CHIRII in ISVEVIA, e del duca SALARDO, il di cui figlio, CORALDO, militando sotto re PIPINO acquistò molti castelli non che la signoria e castello di TRIGONNE in PICARDIA,
donde il cognome.

In passato, alcuni studiosi hanno individuato nell’attuale SVEZIA le origini della famiglia trascurando la regione del CENTRO EUROPA, denominata appunto ISVEVIA, che ha segnato la storia continentale nel MEDIO EVO attraverso personaggi significativi quali lo FEDERICO II di SVEVIA, detto STUPOR MUNDI, nonché CORRADINO di SVEVIA o MANFREDI suo discendente.

   Durante l’intero arco del VII secolo, l’ISVEVIA ebbe un ruolo determinante nelle vicende dei franchi e, in particolare, di PIPINO IL BREVE, contribuendo alla sua ascesa.

 Non è quindi un caso che, poi nel 1239, ERMANNO, al seguito di FEDERICO II di SVEVIA, portò i TRIGONA in SICILIA. 

 

Negli ANNALES METTENSES PRIORES si legge di come PIPINO IL BREVE, nel 743 d.C., militarmente andava estendendo i domini dei franchi (da Wikipedia):

Rappresentazione idealizzata di Pipino, con alcune monete del suo tempo (incisione di origine sconosciuta)

“Nel 743, il duca di BAVIERA ODILONE, che l’anno prima aveva costretto la sorella di CARLOMANNO e PIPINO, ILTRUDE, a sposarlo contro la volontà dei fratelli (secondo l’Ex Chronico SIGEBERTI monachi l’aveva rapita), si ribellò all’autorità dei Franchi, costringendo così CARLOMANNO e PIPINO a radunare l’esercito per attaccare la BAVARIA. Si accamparono sulle rive del fiume LECH, mentre sulla sponda opposta si erano radunati non solo BAVARIA ma anche SASSONI, SVEVI e ALEMANNI. Non potendo attraversare il fiume in quel punto, dopo alcuni giorni, CARLOMANNO, dopo aver diviso in due gruppi l’esercito, lo attraversò di notte, in zone paludose e disabitate, e piombando inaspettatamente sugli avversari, li sconfissero….”.

 

Ulteriori dettagli Incoronazione di Pipino III secondo il pittore e miniaturista Jean Fouquet (secolo XV)

Nel 748, gli SVEVI sono al fianco dei franchi di PIPINO il BREVE contro i SASSONI.

 

Sempre negli ANNALES METTENSES PRIORES si legge (sempre fonte Wikipedia):

“Nel 748, PIPINO allora lo inseguì e attraversata la TURINGIA, arrivò in SASSONIA e occupò la città di confine di SKAHNINGI (l’attuale Schöningen), dove in aiuto a PIPINO erano arrivati gli SVEVI e dove molti SASSONI furono catturati e molti di loro furono convertiti nella fede cristiana”.